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Punteruolo Rosso

02/02/2012

"UNIVERSITÀ DI PALERMO

Facoltà di Agraria, Dipartimento S.En.Fi. Mi. Zo. Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Ingegneria

Chimica dei Processi e dei Materiali

UNIVERSITÀ DI CATANIA

Facoltà di Agraria: Dipartimento DISTEF

C. R. A .-SFM

Unità di ricerca per il recupero e la valorizzazione delle specie floricole mediterranee "

Nostre ricerche ed esperienze in campo;

 

Introduzione

Piante ospiti del Punteruolo rosso e del Castniide delle palme in Sicilia

                Il Castniide delle palme,  Paysandisia archon (Burmeister) (Lepidoptera, Castniidae), e il Punteruolo rosso delle palme,  Rhynchophorus ferrugineus (Olivier) (Coleoptera Curculionidae), sono due fitofagi esotici di recente introduzione in Sicilia. Originari, rispettivamente, dal Centro America e dall'Estremo Oriente dove infestano numerose specie di Aracacee.

                La presenza del Castniide delle palme è stata segnalata in Sicilia nel 2004 in vivai localizzati lungo il litorale ionico della provincia di Catania. Successivamente il lepidottero è stato rinvenuto anche in vivai presenti nella provincia di Marsala. I sintomi di un attacco del Castniide delle palme sono essenzialmente riconducibili alla presenza di rosura lungo il tronco o alla base della pianta, perforazioni regolari nelle foglie, gallerie con andamento assiale o trasversale nel tronco e sviluppo anomalo di fogliame ausiliare. Alcuni di questi sintomi presentano delle differenze a seconda della specie ospite. 

Per esempio, se l'infestazione interessa Trachycarpus, Chamaerops e Washingtonia, il sintomo più tipico è la presenza di una serie contigua circolare di perforazioni nelle foglie a sviluppo completo, e le gallerie larvali sono presenti solo nel tronco. Di contro, se la specie ospite appartiene al genere Phoenix, le perforazioni nelle foglie sono irregolari, e le gallerie larvali si osservano sia nel tronco che nel rachide delle foglie. Le piante ospiti del Castniide delle palme nell'areale Neotropico riportate in letteratura sono:  Butia yatay,  B. capitata,  Livistona chinensis,  Phoenix canariensis,Syagrus romanzoffiana e Trithrinax campestris. Nell'areale di nuova colonizzazione le specie attaccate sono: Brahea armata, B. edulis, B. capitata, Chamaerops humilis, Livistona chinensis, L. decipiens, L. saribus, Phoenix canariensis, P. dactylifera, P. reclinata, P. roebelenii, Sabal umbraculifera, Trachycarpus fortunei, Trithrinax campestris, e Washingtonia spp.

                Il Punteruolo rosso delle palme che nelle aree asiatiche di origine infesta numerose specie di palme spontanee e coltivate le più importanti delle quali sono Phoenix sylvestris, Borussus flabbelifer, Corypha gebanga, C. elata, Carota maxima, C cumingii, Areca cathechu, Metroxlon sagu, Cocos nucifera: Con l'introduzione in Estremo oriente dell'africana palma da olio Elaeis guineensis e di altre palme quali la cubana Roystonea regia, soprattutto nella palma da datteri Phoenix dactylifera. Il Curculionide ha trovato nuove palme ospiti col cui commercio è stato diffuso in Medio Oriente ed è giunto nel Bacino del Mediterraneo dove ha gravemente infestato, inizialmente soprattutto le palme delle Canarie, di sesso maschile di età superiore ai 50 anni e successivamente anche le femmine. Recentemente in Sicilia sono state riscontrate infestazioni anche su esemplari giovani di Phoenix canariensis e di Sabal sp., nonché su piante adulte di:  P. dactylifera  L.,  di  Washingtonia  sp.,di Chamaerops humilis,  di Syagrus romanzoffiana e di Livistona chinensis Nelle palme di notevoli dimensioni delle specie  Phoenix canariensis, P. dactylifera Washingtonia, sp. Jubaea chilensis e Syagrus romanzoffiana, l'attacco non si manifesta per mesi, nel corso dei quali centinaia di larve si sviluppano nella parte sommitale dello stipite prima che compaiono i sintomi fogliari che inizialmente, sono a carico delle foglie apicali.

Le palme delle Canarie infestate, viste in lontananza mostrano asimmetrie della cima e spesso anche le foglie erose. Nei casi di gravi infestazioni l'intera cima si piega, afflosciandosi sulle foglie inferiori; a distanza la pianta sembra come capitozzata. Da vicino la cima appare fortemente danneggiata e in uno stato di marcescenza più o meno avanzata. Nei casi in cui le larve del fitofago danneggiano il meristema principale durante la perforazione dello stipite si ha la morte della pianta. In caso contrario, la palma riesce a sopravvivere all'attacco anche per alcuni anni. Le foglie centrali e il germoglio apicale si abbattono lateralmente, rimanendo quasi penzolanti e appoggiate sulla corona fogliare sottostante. In provincia di Catania una palma delle Canarie dell'età di circa 15 anni è stata infestata solo nella zona mediana dello stipite dove le larve hanno completato lo sviluppo praticando un foro di notevoli dimensioni che ha reso precaria la stabilità della pianta la cui chioma non manifestava alterazioni. Nel centro storico di Catania una palma delle Canarie dell'età di circa 50 anni è crollata essendo stata infestata nella parte basale dello stipite; in tale zona sono state raccolte 150 larve, 38 bozzoli pupali e 36 adulti.

                Nelle palme di notevoli dimensioni delle specie  Phoenix canariensis, P. dactylifera Washingtonia, sp. Jubaea chilensis e Syagrus romanzoffiana, l'attacco non si manifesta per mesi, nel corso dei quali centinaia di larve si sviluppano nella parte sommitale dello stipite prima che compaiono i sintomi fogliari che inizialmente, sono a carico delle foglie apicali.

       In Sicilia dalla loro comparsa ad oggi. sulla base dei dati bibliografici disponibili e sulle osservazioni personali, può essere così schematizzato: gli adulti compaiono agli inizi di giugno e sono presenti fino la fine di settembre; le uova si possono rinvenire da metà del mese di giugno; le larve sono attive per tutto il periodo primaverile estivo, per poi trascorrere l'inverno in idonei luoghi di ricovero; alcune di queste, raggiunta la maturità, si incrisalidano (generazione a ciclo annuale), altre invece rimangono allo stadio di larva per l'inverno successivo prima di incrisalidarsi (generazione a ciclo biennale). Le piante infestate manifestano un deperimento generale con ingiallimenti fogliari, e presenza all'esterno dello stipite di rosura e di esuvie crisalidali.

Nei centri urbani possono essere impiegati solo i prodotti insetticidi autorizzati dal Ministero della Salute.

 

Notizie utili

                È noto come il commercio di materiale di propagazione e ancor più quello di piante ornamentali, possa costituire un importante mezzo di diffusione di organismi associati alle piante i quali, in questo modo, possono essere trasportati da un paese all'altro, anche al di fuori del loro areale di distribuzione originario. Le norme fitosanitarie che regolamentano gli scambi commerciali e che dovrebbero assicurare la circolazione di materiale esente da malattie, purtroppo nel nostro Paese vengono spesso disattese, tanto che ogni anno si allunga la lista di organismi esotici (agenti patogeni e fitofagi) segnalati per la comparsa dei danni causati alle piante. Limitandosi soltanto ai fitofagi introdotti accidentalmente in Italia, al copioso elenco stilato alla fine degli anni '90 (Pellizzari e Dalla Montà, 1997) merita aggiungere i due casi più sensazionali degli ultimi anni: il ritrovamento di Anoplophora chinensis nel 2000 in Lombardia (Colombo e Limonta, 2001) e quello di Paisandisia archon nel centro e sud Italia nel 2003 (Espinosa et al., 2003; Riolo et al, 2004).
Verosimilmente tali recenti introduzioni sono da mettere in relazione al commercio di piante di sviluppo medio grande, già infestate al momento dell'importazione, sebbene senza evidenti sintomi di danno.
Agli intensi e complessi scambi commerciali che intercorrono tra i paesi produttori di piante ornamentali si deve anche la comparsa in Italia di Rhynchophorus ferrugineus Olivier, coleottero curculionide legato alle palme, di cui si segnala il ritrovamento in un vivaio di Pistoia.

Le palme nel vivaismo Siciliano

Nel comprensorio Siciliano si coltivano piante ornamentali da oltre 100 anni ma, per sopperire alle richieste dei mercati, soprattutto esteri, all'attività vivaista è stata affiancata una fitta rete commerciale per cui la Sicilia è diventata un importante centro di smistamento dove alcune specie ornamentali semplicemente transitano oppure stazionano solo per pochi mesi. Ad esempio le palme, tipiche di ambienti caldi, mediterranei o subtropicali, solo in parte vengono moltiplicate in Sicilia ma sono importate in vari stadi di sviluppo direttamente da paesi con clima più favorevole come quelli del Centro e Sud America oppure dal Nord Africa o dall'Asia. In altri casi le palme possono provenire semplicemente dai vivai del sud della Spagna. In ogni caso, le piante, prima di essere rivendute, dimorano in Sicilia per un periodo più o meno lungo, necessario ad assicurare l'acclimatazione all'ambiente più freddo. Apparentemente, in termini numerici, le palme costituiscono una piccola fetta del mercato vivaistico siciliano, ma il loro valore monetario è enorme in quanto vengono commercializzati soprattutto esemplari di grandi dimensioni che vengono venduti al prezzo di varie centinaia di euro per metro di fusto. Quindi appare evidente che la presenza di palme infestate possa rappresentare sia una perdita economica diretta, sia un danno più ampio per il pericolo di diffondere gli organismi esotici. 

Il ritrovamento di R. ferrugineus

Nell'ottobre del 2004, in un vivaio di Pistoia, è stata segnalata la presenza di alcune palme della specie Phoenix canariensis (Hortorum ex Chabaud) che mostravano evidenti sintomi di deperimento, attribuiti a danni causati da numerose larve rinvenute all'interno del fusto delle piante. Il proprietario, temendo si trattasse del lepidottero P. archon, contro il quale viene raccomandata una attenta attività di controllo, aveva già provveduto ad effettuare un trattamento localizzato sullo stipite delle palme distribuendo un carbammato a base di metomil (Memilene L) per uccidere le larve endofite. Nel corso di ulteriori sopralluoghi volti alla raccolta di elementi che permettessero di determinare il responsabile dei danni, su un esemplare danneggiato sono state individuate altre larve e numerose pupe avvolte in caratteristici bozzoli formati tra le guaine e le basi delle foglie più esterne.
Dalle pupe raccolte, già nel mese di novembre sono sfarfallati 4 esemplari del curculionide R. ferrugineus, specie asiatica legata alle palme che, a partire dagli anni '80, ha progressivamente colonizzato gli stati della penisola araba, poi l'Egitto e recentemente è stata introdotta in Spagna.
R. ferrugineus è stata inserita dall'OEPP nella "Alert List", in quanto potrebbe rendersi responsabile di gravi danni a carico della maggior parte delle palme coltivate, per tali timori è stato proposto di includerla tra le specie da quarantena.
In Sicilia il " Punteruolo rosso della palma "è il responsabile di un'improvvisa infestazione che ha colpito numerosi esemplari di palme adulte, della specie Phoenix canariensis nelle zone di ACIREALE , MARSALA, TRAPANI e recentemente (2008) a Milazzo (ME)

Morfologia e biologia del Punteruolo rosso delle palme   

Il punteruolo rosso delle palme, Rhynchophorus ferrugineus, è un insetto grande (lunghezza: 19-45 mm, di norma >25 mm) appartenente alla famiglia Curculionidae, sottofamiglia Rhynchophorinae. L'adulto presenta un colore dal ruggine al marrone - rossastro, con striature e macchie nere di forma e numero variabile. R. ferrugineus si sviluppa come endofita all'interno delle palme; tutti gli stadi di sviluppo (uovo, larva, pupa e adulto) si svolgono all'interno delle palme e il ciclo vitale non può essere completato da nessun'altra parte.
Generalmente gli adulti sono attratti da piante danneggiate o malate, ma è possibile anche l'infestazione di piante sane. Individuata una palma idonea, al fine di garantire il successo riproduttivo, i maschi emettono un feromone di aggregazione capace di richiamare molti individui. Le femmine depongono le loro uova (in media 300; max. 530) in fori praticati con il rostro, alla base delle foglie o dei giovani germogli, e nelle ferite o cicatrici presenti sulla pianta. Dalle uova di colore bianco-giallastro (lunghezza: 2,5-3,9 mm) dopo 2-5 giorni sgusciano le larve apode, di colore biancastro. La larva presenta un capo fortemente sclerificato e arrotondato, di colore scuro. La larva neonata comincia a nutrirsi dei tessuti più teneri per poi penetrare all'interno della palma. la durata del periodo larvale è molto variabile (da 1 a 3 mesi). A maturità la larva cessa di alimentarsi e costruisce un bozzolo (ca. 80x35 mm) con le fibre della pianta, rivestito da uno strato liscio impermeabile costituito da una secrezione mucosa prodotta dalla prepupa. Generalmente il bozzolo viene formato entro cavità scavate alla base dei peduncoli fogliari, oppure tra la sostanza organica all'ascella delle foglie. Dopo 14-21 giorni dal bozzolo sfarfalla l'adulto. Il ciclo viene quindi completato in ca. 4 mesi e il punteruolo rosso delle palme può avere diverse generazioni all'anno.

Distribuzione

Il punteruolo rosso, probabilmente originario dell'India meridionale, negli anni '80 è stato segnalato nella penisola araba (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Oman). In seguito la diffusione è avvenuta rapidamente e ad ora la specie è stata segnalata in: Cambogia, Cina, Indonesia, Malaysia, Myanmar, Nuova Guinea, Vietnam, isole Filippine, Sri Lanka, Taiwan, Tailandia, Kuwait, Iran, penisola araba, Egitto, Giordania, Israele e territori palestinesi, Spagna, Italia (prima segnalazione 2004) e altri. Il numero di Paesi infestati dal Curculionide è in continuo accrescimento. il R. ferrugineus può essere riscontrato su qualsiasi tipo di palma, tra cui palma da zucchero, da sagù, di betel, buri e altre, e causa i danni economici più consistenti su palme da cocco e palme da datteri.

Misure di contenimento

L'elevata aggressività di questo fitofago rende aleatorio l'intervento curativo su piante attaccate quindi le più efficaci misure di controllo sono preventive. 

La precoce diagnosi di un attacco di punteruolo in vivaio, giardino domestico, area verde o parco può essere utile nel tentativo di isolare il fenomeno attraverso immediata eliminazione dell'esemplare colpito.

La lotta può essere effettuata con trattamenti insetticidi con prodotti fitosanitari autorizzati per le piante ornamentali in vivaio a base di carbaryl e fluvalinate; mentre in pieno campo oltre ai suddetti formulati possono essere impiegati: clorpirifos, dimetoato e triclorfon nei periodi di volo degli adulti e di ovideposizione. 

Mezzi di controllo

Le attuali strategie di intervento contro il punteruolo rosso delle palme si basano prevalentemente su interventi con insetticidi di sintesi, nonostante i crescenti dubbi e le preoccupazioni relativi all'impatto ambientale di questi trattamenti. Sono state eseguite molte ricerche sull'impiego di altre tecniche di controllo, specialmente sulle trappole a feromoni, e la possibilità di sviluppo di una strategia di lotta integrata, basata sull'impiego di trappole a feromoni e di mezzi di controllo biologici, sta assumendo un ruolo fondamentale. Inoltre, l'uso indiscriminato di insetticidi di sintesi potrebbe limitare l'attività di nemici naturali presenti nelle piantagioni. 

N.B.: l'evidente assenza generale di nemici naturali nelle piantagioni di palme, potrebbe spiegare l'impatto particolarmente devastante che questo insetto ha avuto in molte zone ad alto consumo di prodotti di sintesi. 


Il feromone

I maschi di R. ferrugineus emettono un feromone che determina l'aggregazione degli adulti sulle piante danneggiate. Il componente principale è (4S, 5S)-4-metil-5-nonanolo, comunemente chiamato ferrugineolo. In genere pochi milligrammi al giorno di feromone sintetico aggiunti ad un attrattivo alimentare (tessuto vegetale) fungono da esca molto attrattiva ed efficace per le trappole. 
Dove la cattura massale con trappole innescate col feromone è diventata pratica comune, si è subito registrata una riduzione nella quantità di molecole di sintesi impiegata e una restrizione del loro impiego a certi periodi, o addirittura l'interruzione degli interventi con insetticidi, a vantaggio sia del consumatore sia del produttore.

Modalità di impiego 
Monitoraggio: poche trappole vengono posizionate nell'area interessata ( lontano almeno 50 /100 mt. da impianti di palme) e controllate a intervalli regolari per ottenere informazioni sulla presenza dell'insetto bersaglio, la sua attività di volo e la densità di popolazione. Sulla base di queste informazioni si prendono poi le misure appropriate. 
Cattura massale: per insetti nocivi come il punteruolo rosso delle palme, l'installazione di un numero maggiore di trappole ( lontano almeno 100 mt. da impianti di palme) può consentire di ridurre sensibilmente il numero di insetti presenti. Siccome le femmine ovideponenti rispondono all'esca a base di feromone, il ciclo riproduttivo (e quindi lo sviluppo delle larve voraci) viene interrotto in modo semplice ed efficace. Il metodo di cattura massale costituisce perciò un'alternativa all'impiego di molecole di sintesi sicura per l'ambiente.

 Interventi con prodotti non di sintesi:· 

1. Da nostri progetti sviluppati in provincia di Messina con  l'utilizzo di prodotti ad alto contenuto di rispetto ambientale. Visto il ritardo con cui si opera, come prima operazione siamo costretti a trattare le piante nelle parti più interessate ( basale e la parte interna ed esterna della corona apicale)con prodotti di sintesi. Questa operazione però ci  permette, visto l'utilizzo del cestello elevatore, di verificare visivamente lo stato in essere della corolla quindi la pulitura delle parti secche . 

Si sconsiglia fortemente qualunque intervento su parti verdi onde evitare l'emissione di resina fortemente attrattiva per il punteruolo maschio adulto.

2. Immediato intervento radicale con prodotto non di sintesi 

Il prodotto utilizzato, frutto di 3 processi di estrazione, che assicurano la purezza della componente insetticida, interamente costituita da Azadiractina A. Il prodotto è inodore, non è tossico per l'uomo né per l'ambiente.

Dosaggio: non meno di 200/300 ml di prodotto/pianta( altezza media calcolata 5 mt) in piena terra opportunamente diluito in acqua in modo da raggiungere la zona radicale (almeno 30-50 litri di soluzione). Scalzare leggermente il terreno ed eventualmente inumidirlo prima se troppo asciutto. Irrigare in un raggio di non oltre 1,5 metri dal tronco.  In vaso si va alla dose minima: 50/ ml di prodotto in circa 5 litri di soluzione.
Il prodotto nel giro di 24-48 ore viene traslocato fino alla fine delle foglie composte delle palme. Persiste per almeno tre settimane per certo. Nei periodi di maggiore pressione del punteruolo si consiglia ripetere l'applicazione dopo 3-4 settimane. L'azione insetticida del prodotto è caratterizzata prevalentemente da attività repellente e fagodeterrente nei confronti di adulti e soprattutto, devitalizza le larve del punteruolo (non potendo mangiare), pertanto l'impiego di tale insetticida rientra prevalentemente in programmi di protezione preventiva dall'attacco dell'insetto. Il prodotto è autorizzato per l'uso radicale, attraverso irrigazione o impiego con palo iniettore, anche in ambiente urbano. Tale agrofarmaco, a base di "Azadiractina A", risulta essere fortemente sistemico per via acropeta.
Considerato che il tessuto conduttore delle palme (diverso dalle comuni piante arboree dicotiledoni) non assicura una efficace traslocazione di un principio attivo applicato per endoterapia al tronco, l'applicazione radicale assicura invece la completa traslocazione di un principio, purché sistemico, fino in cima alle palme. 

Dalle esperienze effettuate in ambiente urbano e privato in Sicilia e Campania e possibile evidenziare come le piante trattate non siano morte anche se attaccate , mentre le piante non trattate sono state colpite dal COLEOTTERO CURCULIONIDE.------------------------------------------------------------------------------------

Nel 2010 con l'inserimento in commercio di un nuovo insetticida sistemico a lento rilascio e di contatto, con ampio spettro d'azione e con una prolungata persistenza ( 15/18 mesi) distribuito della Scotts denominato   " Intercept Suscon" abbiamo iniziato una serie di prove sia in vaso che in campo, su diverse cultivar di palme con dosaggi differenziate e intervenendo con trattamenti mirati, nel periodo Maggio/ottobre con clorpirifos (chimico) o Azadiractina A.(biologico), in funzione delle zone di intervento, come risultati ad un anno di prove possiamo essere più che sodisfatti, infatti su 100 palme trattate solo una è morta, morte sono pure le cinque piante lasciate come test (non trattate).


 

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